Internet: Exaflood?
Scritto da Enrico Bertini | 20 Novembre 2007
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Fra poco più di un paio d’anni Internet potrebbe sperimentare una saturazione della sua capacità di banda a livello globale, la quale provocherà degli inevitabili effetti di rallentamento che colpiranno gli accessi e le connessioni utente. Lo afferma uno studio condotto da Nemertes Research dal titolo “The Internet Singularity, Delayed: Why Limits in Internet Capacity Will Stifle Innovation on the Web“, uno studio che, analizzando l’infrastruttura della Rete e dei suoi volumi di traffico, anche dal punto di vista della loro evoluzione storica, si propone di determinare quale sarà il futuro rapporto esistente tra la domanda di banda Internet e la capacità di trasporto della Rete medesima.
Ed è proprio il tasso di crescita nel consumo di banda l’indicatore più significativo da utilizzarsi per una metrica predittiva del traffico Internet, sostiene Nemertes, una metrica che lo studio ha applicato e che è basata su di un modello di domanda di banda incentrato sull’innovazione. Il principio seguito da tale metrica ricalca quello della Legge di Moore, dice ancora Nemertes, sebbene qui si tratti della crescita del volume del traffico Internet messa in relazione con l’innovazione delle applicazioni web e dei dispositivi che lo generano: e questo è il solo modo affidabile di “predire l’impredicibile” nei settori ad alto livello di disruption.
“This groundbreaking analysis identifies a critical issue facing the Internet – that we must take the necessary steps to build out network capacity or potentially face Internet gridlock that could wreak havoc on Internet services“, ha dichiarato Larry Irving, Co-Chairman della Internet Innovation Alliance. “It’s important to note that even if we make the investment necessary between now and 2010, we still might not be prepared for the next killer application or new internet-dependent business like Google or YouTube. The Nemertes study is evidence the exaflood is coming“.
Secondo lo studio, quindi, nel 2010 la capacità di Internet probabilmente non sarà più in grado di soddisfare la “fame di banda” (che Cisco stima in circa 2.000 Petabytes al mese) degli utenti, e ciò potrebbe causare enormi disservizi o interruzioni nella connessione ad Internet di moltissime applicazioni ormai di uso comune. Un collasso della Rete, in pratica, con conseguenze del tutto immaginabili, creato da un’inondazione/alluvione di dati descritta da un concetto ben preciso: quello di Exaflood.
Succederà tutto ciò? Ed è davvero evitabile? Lo studio parla della necessità di investire globalmente 137 miliardi di dollari nell’infrastruttura di Internet al fine di “colmare il gap” esistente la domanda di banda e la capacità di trasporto della Rete stessa, con priorità da assegnarsi agli accessi broadband.
Categorie: Internet
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3 Risposte a “Internet: Exaflood?”
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Tra contenuti multimediali, universi virtuali real-time, aumento dell’upload dovuto agli UGC, Voice/Video over IP l’approssimarsi di un periodo di scarsità di banda era prevedibile: le contromisure sono già in atto?
Exaflood, in italiano traducibile con exondazione?
Si, più o meno. Exaflood è traducibile con esondazione del flusso di dati Internet dal “letto” delle sue infrastrutture portanti (dorsali o connessioni “ultimo miglio”) dovuta ad una espansione di traffico misurabile in Exabytes (unità da un 1 trilione di bytes, superiori ai Petabytes ed ai Terabytes). Ma c’è già chi parla di Zettaflood, ovvero di un’ancor più elevata esondazione (nel 2015) dovuta agli Zettabytes, le unità da 10^21 bytes più grandi degli Exabytes (leggi questo
).
Quanto al problema della scarsità di banda Internet per le nuove applicazioni web, esso non riguarda allo stesso modo tutti i Paesi, almeno per ciò che concerne l’ultimo miglio e gli accessi broadband, e dipende in primo luogo dagli investimenti infrastrutturali che sono stati realizzati nel passato (e che saranno realizzati nell’immediato futuro) da società di telecomunicazione ed ISPs (anche Cable ISPs, nel caso americano). Ed il tutto si colloca all’interno di uno scenario politico-economico e legislativo-regolamentatorio presente in ciascun Paese, e ci sono in ballo interessi enormi.
Se sono in atto contromisure?
Qui ci vorrebbe un intero tomo per descrivere quello che in realtà sta succedendo, visti gli interessi in gioco, ma di sicuro l’analisi del tipo di traffico Internet (i pacchetti) ed una sua tariffazione discriminata non rappresentano la soluzione, creano invece molti altri problemi (vedi Net Neutrality ed il mio articolo Internet: chi farà collassare la Rete?).
Vedremo che cosa succederà , contando sul fatto che prevalga la saggezza. Ci sono moltissimi aspetti positivi nei modelli giapponesi e finlandesi di Internet, per inciso, ma saranno essi applicabili ovunque?
Naturalmente la mia proposta di traduzione era tra il serio ed il faceto…
No, direi che la discriminazione del traffico non è proprio la soluzione.