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Wikinomia: dai wikis allo IBM QEDWiki

Scritto da Enrico Bertini | 14 Novembre 2007commentawikio


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La storia dei wikis, l’etimologia del loro nome, così come le funzionalità che questi software sono in grado di offrire sono ormai note a tutti, per cui non credo sia necessario addentrarsi per l’ennesima volta all’interno di concetti oggi diffusi più che ampiamente. Ed inoltre, partendo dalla voce “Wiki” presente su Wikipedia e navigando un pò tra i suoi hyperlinks, ci si può fare una cultura molto approfondita sui wikis e sulla wikinomia, nonché sui diversi software e/o servizi disponibili per creare dei propri wikis. Wikipedia contiene infatti sia una lista piuttosto completa di software per la creazione di wikis (categorizzata per tipo di linguaggio nel quale essi sono scritti), sia una lista di wiki farms (quelle che forniscono servizi di wiki hosting gratuito e/o a pagamento, pubblico e/o privato, e con o senza annunci pubblicitari), sia una lista di wikis principali con rimandi ad elenchi più esaustivi. Poi c’è il WikiIndex, il wiki dei wikis, con le sue circa 4.000 pagine, nonché il sito WikiMatrix, che offre un servizio che consente di comparare i vari wiki software disponibili. E ricordo due bellissimi articoli di O’Reilly Network e dell’Economist, entrambi del 2006, che parlavano dei wikis come media partecipatori e di supporto all’intelligenza collaborativa, un complemento perfetto dei blogs, e ne illustravano caratteristiche, funzionalità ed usi.
In precedenza, su Stalkk.ed, avevo parlato di alcune aziende che forniscono wiki software e che implementano anche delle wiki farms, e ne avevo evidenziato le componenti innovative: si trattava di MindTouch e del suo Deki Wiki (mentre Wik.is è la sua wiki farm), di Socialtext, di OpenTeams, e di Visual Knowledge e dei suoi wikis semantici.
Inoltre, tra i wiki tools più utilizzati e popolari, ci sono anche Wikia (basato sul software MediaWiki), PBwiki, e Wetpaint, con i suoi forums integrati.
Ma una delle wiki platforms attualmente più potenti ed innovative è rappresentata sicuramente dall’IBM QEDWiki, un servizio ed un software che, unitamente alle APIs (Application Programming Interfaces) che si trovano su ProgrammableWeb, permette di creare (soprattutto in ambito enterprise) delle “spettacolari” applicazioni di mashup per il Web 2.0.

Sulla base di funzionalità drag & drop, il QEDWiki tool consente, anche ai non programmatori, di creare applicazioni/widgets che possono visualizzare dati od informazioni provenienti da sorgenti multiple, pubbliche o private, e che si trovano sia sul Web (Web Services) che all’interno dei databases aziendali. E attraverso tecnologie quali la Really Simple Syndication (RSS) e l’XML, lo strumento mette in grado i suoi utilizzatori di combinare/miscelare (mashup) tali informazioni, visualizzandole in maniera composita all’interno di un wiki, il quale ne rappresenta il front-end.

Con il QEDWiki si possono perciò creare le cosiddette “five-minute applications”, prelevando dati ed informazioni da i più disparati servizi del Web (si può dare un’occhiata all’API Cloud su questa pagina per averne un’idea), e queste applicazioni possono anche essere pubblicate sul Mashup Hub di IBM, un repository di contenuti Web 2.0 messo a disposizione dal servizio QEDWiki, con lo scopo di generare anche dei feed RSS.
Del QEDWiki parla altresì un bellissimo articolo di Dion Hinchcliffe pubblicato su ZDNet.

Il prefisso QED di QEDWiki sta per “Quick and Easily Done”, ed al fine di utilizzare tale strumento non serve altro che il browser.

Sotto, il video introduttivo.



P.S.: Ho l’idea di utilizzare QEDWiki congiuntamente alle Yahoo Pipes: vediamo dove mi porterà.

Categorie: IBM, Mashups, Web 2.0, Widgets, Wikis


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Commenti

1 Risposta a “Wikinomia: dai wikis allo IBM QEDWiki”

  1. Aaron Fulkerson il 15 Novembre 2007 05:58

    If you’re into QED, watch this: http://www.viddler.com/explore/Roebot/videos/15/ , then download here: http://www.MindTouch.com :-)

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