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Trends: crowdsourcing, wisdom of crowds e innovazione - il potere nella mente degli altri

Scritto da Enrico Bertini | 26 Ottobre 2007commentawikio

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Spesso, le migliori idee circa nuovi prodotti, nuovi servizi, o nuovi businesses, oppure circa il miglioramento di quelli esistenti, possono provenire dall’ambiente esterno a quello di un’azienda, ed essa si deve organizzativamente predisporre per accettare pienamente questo fatto, cercando di incorporare il più possibile tali idee all’interno dei propri processi decisionali e produttivi, pena la sostanziale perdita di competitività. E ciò è tanto più vero in un mondo globalmente interconnesso e mediato da Internet, un mondo nel quale la velocità di comunicazione è impressionante, nel quale “regna” supremo il marketing virale, ma anche nel quale il disegno e la progettazione dei prodotti e dei servizi sono sempre più user-centered e user-driven. Di qui il ruolo della open innovation e del crowdsourcing, con la cosiddetta “wisdom of crowds”, cioè la possibilità concessa a chiunque di far leva sulla conoscenza delle moltitudini, tesorizzandone la saggezza.
E anche questo è Web 2.0: le aziende ed i business leaders dovranno sempre più tenerne conto.
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Categorie: Crowdsourcing, Web 2.0

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Facebook: il fenomeno

Scritto da Enrico Bertini | 26 Ottobre 2007commentawikio

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Microsoft ha appena investito in Facebook 240 milioni di dollari per ottenere una partecipazione dell’1,6% nel social network, partendo da una base di valutazione della società di Palo Alto pari a 15 miliardi di dollari. Con questo accordo Microsoft si è però anche riservata il diritto esclusivo di vendere pubblicità su Facebook al di fuori degli Stati Uniti per i prossimi 4 anni. Ed è il potenziamento dei propri programmi di online advertising l’obbiettivo principale di Microsoft in questa operazione, e l’azienda di Redmond pensa che gli utenti di Facebook possano crescere fino a toccare quota 300 milioni negli anni a venire, creando un’audience potenziale per le campagne pubblicitarie pressoché stratosferico. Inoltre, la targhettizzazione della pubblicità risulta molto agevole all’interno di un social network quale è Facebook, e ciò grazie alla disponibilità di informazioni molto dettagliate circa la natura ed i gusti dei suoi utenti.
Ma c’è anche da considerare il boom dell’online advertising, ed il fatto che Internet diventerà, nel 2011, il più grande mezzo pubblicitario esistente sul pianeta.
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Google: PageRank, TrustRank, ContentRank, o anche DemocraRank?

Scritto da Enrico Bertini | 25 Ottobre 2007commentawikio

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Dopo vari mesi di attesa Google aggiorna, in maniera inusuale, il proprio PageRank per ben due volte: moltissimi siti web e blogs, anche molto illustri, vengono penalizzati, perdendo addirittura due o più punti di ranking in pochissimo tempo. Tra di essi ci sono siti web/blogs come Washington Post, Forbes, New Scientist, SFGate, Sun Times, Engadget, Joystiq, Search Engine Journal, Search Engine Roundtable, ProBlogger, MasterNewMedia, ecc., nonché diversi siti web e blogs italiani. In molti si stanno chiedendo se Google stia operando un sorta di downranking manuale dei siti web, rivolto a penalizzare quelli che effettuano compravendite di links o cross-promotions all’interno di blog networks, oppure se l’azienda stia modificando i propri algoritmi di PageRank, magari introducendo un nuovo sistema di ranking (vedi TrustRank). Qualcuno parla anche di “schiaffo” ai SEO e a tutto il search engine marketing.
Che cosa sta succedendo in realtà?
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Categorie: Google, SEO

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Information Overload ed Infomania: quali effetti?

Scritto da Enrico Bertini | 24 Ottobre 2007commentawikio

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Qualche giorno fa stavo leggendo un articolo di CNET News intitolato “Digg, superficial traffic, and conversations“, nel quale si argomentava del fatto che Techmeme ed altri Silicon Valley aggregators in realtà non generano molto traffico per i possessori di blogs o siti web. L’articolo citava anche Valleywag, il quale, pur essendo un sito molto importante all’interno dei circoli della Silicon Valley, al pari di Techmeme si limita a generare poche centinaia di pageviews al giorno. Siti come Digg, Slashdot e Groklaw, al contrario, sono in grado di generarne decine di migliaia. L’articolo riportava inoltre il fatto che i lettori che arrivano da Digg, StumbleUpon e Reddit, tendono ad avere una maggiore superficialità rispetto ad altri provenienti da Slashdot o Groklaw, rimanendo in media sul sito per meno di 10 secondi (addirittura 5 nel caso di Digg), un tempo necessario probabilmente a leggere soltanto poco più del titolo di un articolo.
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Categorie: News

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Online Libraries: Open Content Alliance sfida Google sulla costruzione di biblioteche online

Scritto da Enrico Bertini | 24 Ottobre 2007commentawikio

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Gruppi profit e no profit si stanno contentendo la digitalizzazione delle varie biblioteche internazionali, cercando di aggiudicarsi gli accordi per distribuire sulla Rete i libri pubblicati in tutto il mondo. Tra i primi, vi sono aziende come Google e Microsoft, che impongono ai loro partners delle restrizioni riguardanti la ricerca su Internet delle pubblicazioni, la quale deve avvenire obbligatoriamente per il tramite dei loro rispettivi motori di ricerca. Tra i secondi c’è l’Internet Archive con la sua Open Content Alliance (OCA), un’allenza ed un’iniziativa senza scopo di lucro alla quale partecipano aziende come Yahoo! e Xerox, e che vede il convolgimento di diverse università e gruppi no profit.
La Open Content Alliance costituisce di fatto un’alternativa non commerciale ai progetti di Google e Microsoft, e si pone come partner di riferimento per la costruzione di bliblioteche digitali liberamente accessibili a chiunque e senza restrizioni di sorta.
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Categorie: Online Libraries

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