Mobile: il telefono cellulare e la Mobile Rich Experience - dai QR Codes a … (Parte 1)

Scritto da Enrico Bertini | 31 Ottobre 2007

qrstalkkedfeed.png Se il vostro telefonino è dotato di un apposito lettore software e puntate la sua videocamera sull’immagine qui a fianco, potete, scattandogli una foto, ottenere l’RSS feed di Stalkk.ed direttamente sul vostro cellulare, senza dover digitare manualmente alcun indirizzo Internet. Il lettore software in questione viene definito QR Code Reader, e quello che vedete nell’immagine è un QR Code, vale a dire un codice a barre bidimensionale contenente determinati tipi di informazioni. Tali informazioni possono essere rappresentate o da un testo scritto, o da una URL, o da un indirizzo email, oppure da un misto di elementi che possono essere tra loro combinati. Chiunque può generare facilmente un QR Code contenente i suddetti tipi di informazioni, visto che ormai esistono moltissimi servizi Internet che consentono di fare ciò, servizi come quelli di messi a disposizione da Kaywa, i-nigma, o Nokia, molti dei quali forniscono anche un QR Code Reader gratuito che è possibile scaricare su qualsiasi cellulare (e questi lettori sono compatibili con quasi tutti i modelli di telefonini). Come già detto, un QR Code è un codice a barre di tipo bidimensionale (o a matrice) che, in quanto tale, è più "intelligente" dei tradizionali codici a barre comunemente utilizzati per esigenze di logistica, dato che esso può contenere una maggiore quantità di informazioni. E per ciò che concerne il QR Code, Wikipedia contiene una specifica voce che ne illustra la storia e le caratteristiche, per cui in questa sede non mi dilungo nel farlo. Mentre i classici codici a barre possono contenere un numero limitato di informazioni, composte perlopiù da numeri, un QR Code può contenere informazioni centinaia di volte superiori, e queste informazioni possono essere anche alfanumeriche, potendo persino includere caratteri Kanji, Kana, Hiragana, simboli, nonché codici di controllo. Due pagine web in particolare spiegano i limiti e le specifiche dei QR Codes, la prima sul sito di Denso Wave, l’azienda giapponese che ha creato il codice, e la seconda sul sito di NTT DoCoMo. Quando Denso Wave ideò il QR Code, l’obbiettivo era quello di creare un codice a barre ad alta densità di informazioni, leggibile in maniera omnidirezionale (a 360°), nonché decodificabile ad altissima velocità: tale obbiettivo sembra essere stato indubbiamente raggiunto. Da quanto appena detto consegue che, oltre a poter codificare un semplice numero di telefono, un QR code può, ad esempio, codificare anche un messaggio (SMS?) autocontenente il numero telefonico al quale questo messaggio può essere spedito: ma si può codificare anche una URL, la quale indirizza verso un/a qualsiasi sito/pagina web Internet mobile contente determinate informazioni. Inoltre, il codice potrebbe essere utilizzato per finalità di navigazione spaziale all’interno di un determinato ambiente, sia esso una singola area edificata oppure un’intera aree urbana (se, ad esempio, una certa persona deve raggiungere una certa destinazione, e si trova in un luogo sconosciuto, essa può, digitando tale destinazione sul suo cellulare, esservi guidata da una serie di QR Codes successivi disposti lungo un certo percorso, i quali, sulla base dell’utilizzo di URLs, possono indicargli via via la direzione da seguire). Numeri di telefono, messaggi, od informazioni Internet mediate da URLs, possono quindi essere catturate via cellulare in modalità virtual typing, puntando cioè la videocamera su un certo QR Code e cliccando: non c’è più bisogno di scrivere cose come www.unqualcheindirizzoInternet.com. Ancora, i QR Codes possono essere facilmente stampati su giornali, riviste, brochures, posters, o su qualsiasi altro tipo di supporto cartaceo. Ma anche su biglietti da visita, dove con un semplice click si possono incamerare tutte le informazioni appartenenti ad un nuovo contatto direttamente nella propria rubrica. E su giornali, riviste, o supporti cartacei, i QR Codes possono essere inseriti accanto alla pubblicità di prodotti e servizi di vario genere, allo scopo di fornire all’istante ulteriori informazioni sui medesimi: e qui il messaggio è "Vuoi più informazioni? Punta la videocamera del tuo telefonino sul codice a barre, clicca, ed ottienile"). In realtà, sono moltissime le consumer-oriented applications basate sui QR Codes che possono venire in mente. qrcodesjp.png Ecco, in tutti i modi sopraelencati vengono attualmente utilizzati i QR Codes in Giappone, il terzo Paese al mondo per tasso di penetrazione della telefonia cellulare (quasi 82%, con più di 100 milioni di sottoscrittori di servizi mobile) e quello maggiormente avanzato per ciò che concerne il mobile web. A Tokyo, ad esempio, ci sono QR Codes alle fermate degli autobus, e tali codici forniscono informazioni circa corse, percorsi, orari, tabelle di marcia, capolinea, stazioni dei bus, nonché sui tempi di attesa stimati per ciascuna singola fermata. Ma gli utenti mobili giapponesi possono anche essere diretti su siti web mobili scannerizzando QR Codes stampati su giornali, riviste, posters, e persino su scatole di biscotti. Tali QR Codes sono inoltre stampati sui biglietti delle linee aeree, sui cibi dei fast foods, ed esistono addirittura novelle scritte appositamente per essere codificate tramite questi codici a barre. qrjap.png In conclusione, quindi, i telefoni cellulari ed i QR Codes possono essere utilizzati come mezzi immediati per ottenere informazioni complesse e contestuali dall’ambiente urbano circostante, una sorta di hyperlinks fisici ad Internet ed ai suoi contenuti che sono in grado di arricchire ciò che viene definito come urban lifestyle. Ed in sostanza, le connessioni tra il mondo fisico ed un mondo virtuale come Internet avvengono laddove un certo dispositivo mobile è in grado di raccogliere dati al suo interno e collegarsi alla Rete per "arricchirli". C’è infine già chi, riferendosi ai codici a barre bidimensionali, parla di settimo mass media, premesso che il quinto è la TV ed il sesto è Internet. La Thumb Tribe giapponese e la sua mobile lifestyle culture è quella più avanzata in fatto di Mobile Rich Experience: quanto scommettiamo che questi codici rivoluzioneranno anche il nostro modo di vivere? "Il benchmark per la misurazione di una grande idea sta cambiando", dice Jan Chipchase nel video in calce "Our cell phones, ourselves" registrato alla TED Conference, "Perchè un’idea sia grande, essa ha bisogno di coinvolgere l’intero pianeta. Ed è ‘la strada’ quella che immaginerà i modi migliori di innovare, dato che certe innovazioni soddisferanno i suoi bisogni immediati: essa innoverà in modi che noi non siamo assolutamente capaci di anticipare".

P.S.: Quello sottostante è il QR Code del presente articolo, creato con i colori di Stalkk.ed. qrarticle1.png

Categorie: Internet, Mobile, TEDTalks, Trendscommenta




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Commenti


  1. streetstylz says:

    Give the NeoReader a try :)

    It is able to read and decipher all common non-proprietary 2D codes (Data Matrix, QR, Aztec, Maxi) as well as URL embedded 2D codes and all 1D UPC/EAN/Code 128 open source codes. The NeoReader supports direct and indirect code linking, which guarantees maximum interoperability with already existing platforms like 2D Data Matrix Semacodes, and Japanese QR links. This allows the user to click on a variety of codes with a single application installed on their mobile device.

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