Online Libraries: Open Content Alliance sfida Google sulla costruzione di biblioteche online
Scritto da Enrico Bertini | 24 Ottobre 2007
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Gruppi profit e no profit si stanno contentendo la digitalizzazione delle varie biblioteche internazionali, cercando di aggiudicarsi gli accordi per distribuire sulla Rete i libri pubblicati in tutto il mondo. Tra i primi, vi sono aziende come Google e Microsoft, che impongono ai loro partners delle restrizioni riguardanti la ricerca su Internet delle pubblicazioni, la quale deve avvenire obbligatoriamente per il tramite dei loro rispettivi motori di ricerca. Tra i secondi c’è l’Internet Archive con la sua Open Content Alliance (OCA), un’allenza ed un’iniziativa senza scopo di lucro alla quale partecipano aziende come Yahoo! e Xerox, e che vede il convolgimento di diverse università e gruppi no profit.
La Open Content Alliance costituisce di fatto un’alternativa non commerciale ai progetti di Google e Microsoft, e si pone come partner di riferimento per la costruzione di bliblioteche digitali liberamente accessibili a chiunque e senza restrizioni di sorta.
Anche se Google e Microsoft pagano per scannerizzare i libri, moltissime biblioteche hanno attualmente rifiutato le loro offerte, evidenziando le possibili implicazioni concernenti il controllo di contenuti digitali di pubblico dominio da parte di corporations private. Tra di esse ci sono la Boston Public Library e la Smithsonian Library, nonché un’ottantina di biblioteche ed isitituti di ricerca che hanno firmato accordi con la Open Content Alliance. L’ultimo a stabilire una partnership con OCA è stato il Boston Library Consortium, il quale costruirà una biblioteca digitale universalmente accessibile per le sue 19 istituzioni membre (tra le quali ci sono il MIT, la Tufts University e la Brown University).
Ma molti sono anche i partners del Google Print. Tra di essi c’è la New York Public Library, c’è la Harvard University Library (la più grande biblioteca accademica del mondo, con circa 16 milioni di volumi), ci sono le biblioteche dell’Università di Stanford, di Oxford, del Michigan, quella del Wisconsin, e c’è l’Università della California che ha siglato accordi sia con Google che con la Open Content Alliance.
Al contrario della OCA Google però scannerizza e mette in linea anche pubblicazioni coperte da copyright, sebbene non consenta gli utenti di leggerne per intero il contenuto (soltanto alcuni brani), e si muove secondo posizioni per le quali ogni cosa può essere “reindicizzata” gratuitamente, salvo quando gli autori ne negano esplicitamente l’autorizzazione.
E qui, ovviamente, c’è in ballo l’organizzazione del sapere del mondo.
Categorie: Online Libraries
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