Information Overload ed Infomania: quali effetti?
Scritto da Enrico Bertini | 24 Ottobre 2007
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Qualche giorno fa stavo leggendo un articolo di CNET News intitolato “Digg, superficial traffic, and conversations“, nel quale si argomentava del fatto che Techmeme ed altri Silicon Valley aggregators in realtà non generano molto traffico per i possessori di blogs o siti web. L’articolo citava anche Valleywag, il quale, pur essendo un sito molto importante all’interno dei circoli della Silicon Valley, al pari di Techmeme si limita a generare poche centinaia di pageviews al giorno. Siti come Digg, Slashdot e Groklaw, al contrario, sono in grado di generarne decine di migliaia. L’articolo riportava inoltre il fatto che i lettori che arrivano da Digg, StumbleUpon e Reddit, tendono ad avere una maggiore superficialità rispetto ad altri provenienti da Slashdot o Groklaw, rimanendo in media sul sito per meno di 10 secondi (addirittura 5 nel caso di Digg), un tempo necessario probabilmente a leggere soltanto poco più del titolo di un articolo.
La media dei 5 secondi di un visitatore Digg-driven mi ha molto colpito, e mi è subito venuto in mente l’Information Overload.
Come riportato da una voce di Wikipedia, l’Information overload è uno stato piscofisico che un individuo può sperimentare quando si trova alle prese con enormi, crescenti, ammontari di informazioni che egli deve trattare al fine di prendere decisioni, o semplicemente al fine di rimanere aggiornato su uno o più argomenti. E data la mole di tali informazioni, egli non riesce più a distinguere quali, tra di esse, sono quelle “davvero” rilevanti e che gli possono “servire”.
Si tratta ovviamente di uno stato “confusionale”, indotto o da un’eccessivo utilizzo di mezzi informativi/comunicativi computerizzati, o dalla mancanza di un’appropriata e più o meno “rigida” metodologia di approccio all’informazione medesima, e che personalmente definirei “Strategia Attenzionale”. E ciò potrebbe portare il soggetto a vagare in maniera errabonda per la Rete per ore intere, senza veramente mai approdare a nulla: un recente articolo di New Scientist, sebbene contestato, cita persino effetti di abbassamento del suo quoziente intellettivo.
Una ricerca condotta da Intel (autori Nathan Zeldes, David Sward e Sigal Lounchheim) e che per titolo “Infomania: Why we can’t afford to ignore it any longer“, cerca invece di quantificare l’impatto complessivo dell’Information Overload sui knowledge workers, ed evidenzia che ogni tre minuti questi individui subiranno interruzioni lavorative dovute al ricevimento di emails, instant messages o telefonate, nonché altre interruzioni dovute a distrazioni di vario genere: e tali interruzioni non produrranno solo un deterioramento della loro attività lavorativa, ma incideranno anche, cosa molto importante, sulla loro qualità di vita.
L’unica osservazione che mi sento di fare è questa: cercare di essere più intelligenti anziché più stupidi credo sia una delle priorità imprescindibili per la costruzione di un futuro migliore, sia a livello individuale che collettivo. E a mio avviso Internet è sostanzialmente l’unico media ad offre oggi i mezzi per raggiungere un tale obbiettivo: utilizzare “male” la Rete equivale quindi a non averlo compreso.
Categorie: News
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