Attention Economy: Bloglines e NewsGator adottano l’APML
Scritto da Enrico Bertini | 16 Ottobre 2007
![]()

L’attenzione umana genera valore. Indirizzare la propria attenzione verso un qualcosa equivale ad attribuirgli un valore. Il valore di un’idea, quello di un fatto, di un evento, di un prodotto o di un marchio, sono direttamente proporzionali al livello di attenzione che le persone convogliano verso di essi, e tale attenzione influenza profondamente il loro intero ciclo di vita. Le persone sono in realtà degli inesauribili generatori di valore, dato che costantemente prestano la loro attenzione a qualcosa, sebbene di questo non sembrano essere spesso consapevoli. Ma Internet ci sta fornendo gradualmente questa consapevolezza, e ci sta facendo comprendere quale davvero sia il valore della nostra attenzione nel generare valore, ed inizia anche a metterci a disposizione degli strumenti per gestire e controllare tale attenzione. Uno di questi strumenti è l’APML (Attention Profiling Markup Language), uno standard aperto in fase di definizione per la creazione di profili attenzionali degli utenti Internet. A tale standard sta lavorando l’APML Workgroup, una task force fondata da persone provenienti da Buzzlogic, Compete, Particls e Scouta, ed alla quale hanno appena aderito anche Bloglines e NewsGator.
APML
Il concetto di fondo dietro l’APML è che l’utente Internet è il vero proprietario della sua attenzione, cosa che egli deve poter gestire come meglio crede (a tale proposito vedere altresì i principi fondatori dell’AttentionTrust). L’APML deve perciò consentire agli utenti Internet di monitorare la loro attenzione, memorizzando i loro dati di navigazione, ed abilitandone la condivisione sulla base di un formato portabile ed aperto. In questo modo, gli utenti Internet potranno esportare od importare i loro profili attenzionali nell’ambito dei vari servizi APML-enabled che utilizzano sulla Rete, esattamente alla stregua di un file OPML. E saranno gli utenti stessi a stabilire con chi condividere tali informazioni, scegliendo praticamente quali operatori Internet potranno accedervi ed a quale scopo (un utente potrebbe persino decidere di vendere la propria attenzione ad una serie di aziende che ne fanno richiesta). L’APML rappresenta quindi una descrizione strutturata degli interessi complessivi di un determinato utente Internet tramite la quale i servizi web possono conoscere il suo profilo attenzionale: uno dei suoi obbiettivi principali è quello di abilitare le applicazioni Internet a fare in modo che agli utenti siano fornite soltanto quelle informazioni che essi "davvero" desiderano.

Il valore dei profili attenzionali
I profili attenzionali degli utenti Internet costituiscono di fatto una risorsa importantissima per chiunque abbia la necessità di targhettizzare messaggi promozionali a fini commerciali, e l’APML potrebbe diventare presto una tecnologia centrale: ci sono in gioco stratosferici interessi economici dietro l’online advertising, e sono in molti quelli che vorrebbero indirizzare l’attenzione degli utenti Internet in maniera più mirata. Fare in modo che tali utenti abbiano però il controllo della propria attenzione ha delle implicazioni enormi per la net economy, la quale si trasformerà gradatamente in economia dell’attenzione. "L’economia dell’attenzione è quel tipo di economia nella quale l’attenzione umana gioca un ruolo fondamentale, in quanto essa rappresenta una delle principali risorse che sono in grado di produrre valore: questo valore, in realtà, è un insieme di valori di diversa natura (individuali, sociali, di brand, di comunicazione, informativi, simbolici, psicologici, ecc.) che concorrono alla generazione ultima di valore economico" scrivevo in uno dei miei precedenti articoli sul tema.
Conclusioni
C’è un’enorme sfida in corso sulla Rete, una sfida nella quale vinceranno quelle aziende che meglio di altre sapranno indirizzare l’attenzione degli utenti Internet e conquistarsi la loro fiducia. Ma questa è anche la società dell’informazione globale, una società nella quale moltissimi di noi ormai utilizzano servizi RSS di aggregregazione di contenuti informativi provenienti dalla Rete stessa, i quali rappresentano dei veicoli per la nostra attenzione. Bloglines e NewsGator sono due tra i più importanti servizi in tal senso, ed entrambi hanno appena deciso di salire su carro dell’APML. In che modo l’adozione di tale standard potrà modificare il loro ruolo di intermediari dell’informazione?
Categorie: Attention Economy, RSS
Supporta Stalkk.ed
Questo è un blog di Open Consulting.
Hai trovato interessante questo articolo?
Considera di linkarlo: Attention Economy: Bloglines e NewsGator adottano l’APML.
Considera anche di sottoscrivere il feed RSS di Stalkk.ed, oppure di utilizzare il motore di ricerca Stalkk.ed BNS per le tue ricerche sulla tecnologia.
Articoli Correlati
Commenti
9 Risposte a “Attention Economy: Bloglines e NewsGator adottano l’APML”
Lascia una risposta


[…] Consiglio questa lettura in italiano come introduzione a […]
[…] Riprendo a tal proposito, un ottimo sunto dell’APML, proprio dal post di Fabio: -> Attention Economy: Bloglines e NewsGator adottano l’APML […]
[…] ottimo esempio di metriche basate sull’attenzione (di cui Enrico Bertini parla qui) sono quelle a cui sta lavorando l’Attention Profiling Mark-up Language (APML) Workgroup, a […]
[…] Via Stalkked […]
[…] dalle diverse applicazioni che utilizzano, oppure se essi vogliono possedere la loro Attenzione nonché il loro Grafo Sociale, od anche creare il loro social network personale a partire dai loro […]
[…] for WordPress è un plugin in grado di generare un feed APML a partire dalle Categorie, dai Tags, nonché dai Links gestiti da un WordPress blog. Scritto […]
[…] il titolo o la descrizione), o affidandovi ad una tecnologia di attention profiling come l’APML (la quale, tenendo conto della vostra attenzione pregressa, vi raccomanda contenuti), oppure anche […]
[…] Attention Economy: Bloglines e NewsGator adottano l’APML (l’ho scritto in circa 20 minuti). […]
[…] Italian: Attention Economy: Bloglines e NewsGator adottano l’APML (by Enrico Bertini, […]