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Trends: il Cloud Computing e la Teoria del Redshift

Scritto da Enrico Bertini | 9 Ottobre 2007commentawikio


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IBM e Google hanno appena reso noto di aver avviato un progetto congiunto riguardante il Cloud Computing in ambito accademico. L’obbiettivo del progetto è quello di introdurre tale emergente paradigma di computing all’interno delle università, e di mettere loro a disposizione una serie di risorse “IT” (computers, storage, sistemi operativi, applicazioni software) distribuite per avviare programmi educativi e di ricerca all’interno di quell’area. L’iniziativa vede il coinvolgimento di sei università americane, più esattamente l’Università di Washington, la Carnegie Mellon University, il MIT, Stanford, Berkeley e l’Università del Maryland, ed è un’iniziativa nella quale, secondo quanto riportato dal New York Times, IBM e Google investiranno un ammontare complessivo di 30 milioni di dollari, somma che sarà destinata alla creazione di specifici datacenters dedicati al progetto.

Google sta costruendo un datacenter che, entro la fine dell’anno, conterrà più di 1.600 processori, ma anche IBM ne sta creando uno a supporto dell’iniziativa. Tali datacenters saranno sostanzialmente una versione ridotta di quelli che Google utilizza per il proprio motore di ricerca, ed eseguiranno un open source del datacenter management software dell’azienda di Mountain View, con IBM che si occuperà di fornire applicazioni basate su Hadoop (la piattaforma di sviluppo open source per la creazione di clusters) e provvederà alla messa in opera di un sito web collaborativo attraverso la IBM Innovation Factory.

Grazie a questo progetto, gli studenti delle università coinvolte potranno approfondire le loro conoscenze in materia di Cloud Computing, avendo accesso alle necessarie risorse IT e computazionali, e potranno scrivere applicazioni software distribuite e scalabili per la manipolazione di enormi moli di dati su Internet.

Sembra anche che IBM e Google si apprestino a fornire risorse di Cloud Computing per esigenze di pubblico utilizzo.

Alcuni servizi e tecnologie di Cloud Computing

Attualmente, nell’area del Cloud Computing (o Utility Computing), l’innovazione è quasi esclusivamente guidata dalle aziende, con le università che fino ad oggi hanno giocato un ruolo piuttosto secondario. Avevo affrontato recentemente questo argomento, parlando dapprima di 3Tera e del suo AppLogic, ed in seguito di Amazon e dei suoi servizi EC2 ed S3. E a proposito di 3Tera, avevo anche accennato a GridLayer, un servizio di utility computing basato su AppLogic, e con alle spalle più di 12.000 servers.

Sull’Elastic Compute Cloud di Amazon sono invece basati servizi come ElasticLive (GeoElastic), una utility platform scalabile per servizi di web hosting, oppure ELASTRA, un database relazionale infinitamente scalabile all’interno di una “nuvola” di risorse di computing.

Ma nella “partita” dell’utility computing ci sono anche aziende come Nirvanix, con il suo Storage Delivery Service (SDS), oppure Dell, con le sue Dell Cloud Computing Solutions. Ultimamente, inoltre, è stato lanciato FlexiScale, un servizio di utility computing on-demand concorrente degli Amazon Web Services EC2 ed S3.

Sun e la Teoria del Redshift

In uno di miei precedenti articoli citavo anche Sun quale precursore dell’Utility Computing al fianco di Amazon, quella stessa Sun che, per bocca del suo CTO e VP R&D Greg Papadopoulos, parlava qualche tempo fa della Teoria del Redshift, una teoria presa in prestito dall’astronomia (vedere Redshift o Spostamento verso il rosso) ed applicata al Cloud Computing.

La Teoria del Redshift di Sun è una tesi che riguarda la crescita esponenziale della richiesta di risorse computazionali grezze da parte di un gruppo elitario di aziende denominate redshift companies, un crescita che sta producendo e produrrà un radicale mutamento strutturale nell’intera industria del computing.
Partendo dal presupposto che gli ammontari di risorse “IT” consumate da queste redshift companies stanno andando ben al di là di quelle consumate in media dalla maggior parte degli altri businesses, questa teoria predice che tali aziende godranno, negli anni a venire, di una crescita esponenziale dei propri affari (utenti e fatturati), di contro alle blueshift companies, aziende che cresceranno invece ad un ritmo più normale (allineato in media con un dato prodotto interno lordo).

Ma non si tratterà di una crescita determinata soltanto da quanti cicli di CPU queste aziende utilizzeranno, piuttosto da un salto di paradigma concernente i loro modelli produttivi, i quali saranno sempre più svincolati dalle necessità di creazione di infrastrutture di supporto. La “metafora energetica”, ed il modello di fornitura di risorse “IT” proprio del Cloud Computing, abbatteranno infatti drasticamente i costi fissi di tali infrastrutture (pay-as-you-go), e ridurranno la maggior parte dei rischi tecnologici ad esse connessi, consentendo di fatto ad un dato soggetto di raggiugere ritmi di crescita fino ad oggi impensati (ad. es. raddoppi di utenza nel giro di settimane o mesi o vertiginose impennate nella sottoscrizione di servizi).
Inoltre, le redshift companies non saranno soltanto aziende come Google, YouTube, Salesforce.com, Twitter, od in generale aziende che forniscono servizi Web, ma anche aziende farmaceutiche, finanziarie, od aziende operanti nel settore dell’energia, tutti settori nei quali la complessità delle infrastrutture tecnologiche gioca un ruolo fondamentale nei processi produttivi: per tutte queste aziende Sun parla anche della possibilità di superare i limiti tecnolologici imposti dalle Leggi di Moore.

Conclusioni

Probabilmente solo adesso, a più di dieci anni di distanza dal primo boom, stiamo davvero cominciando a comprendere tutte le implicazioni derivanti dalla nascita di Internet, nonché gli impatti che la Rete potrà avere nel futuro della nostra società.

Categorie: Google, IBM, Internet, Trends


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Commenti

1 Risposta a “Trends: il Cloud Computing e la Teoria del Redshift”

  1. Cloud Computing: ciclotroni nelle mani delle moltitudini | Stalkk.ed il 17 Dicembre 2007 21:09

    […] proposti da 3Tera, sia anche di altri servizi come quelli di Sun o di FlexiScale. Ed in “Trends: il Cloud Computing e la Teoria del Redshift“, accennavo inoltre ad un progetto congiunto avviato proprio da IBM e da Google sul cloud […]

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