Trends: l’Utility Computing di 3Tera
Scritto da Enrico Bertini | 1 Ottobre 2007
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“The next Google won’t own a server“, dichiarava Bert Armijo, VP Marketing di 3Tera, in un dialogo avuto con Allen Stern e pubblicato recentemente su CenterNetworks. Le grosse aziende stanno spendendo miliardi di dollari sulle infrastrutture web e 3Tera punta a cambiare tutto questo, veniva anche detto nell’articolo di CN, in maniera tale che chiunque possa eseguire applicazioni web (anche le più complesse) senza conoscere assolutamente nulla dell’hardware sottostante.
3Tera ha da poco rilasciato la versione 2.1 di AppLogic, un grid operating system disegnato per fornire servizi di Utility Computing per l’esecuzione e la scalabilità multi-CPU di applicazioni web.
L’Utility Computing, conosciuto anche come On demand Computing, o Cloud Computing, è quello per il quale le risorse di elaborazione computerizzata (risorse computazionali), e più in generale le risorse “IT” (computers, storage, sistemi operativi, applicazioni software), sono fornite alla stregua di risorse quali acqua od elettricità.
In pratica, chiunque necessiti di queste risorse (una azienda che offre servizi web, ad esempio), non ha più l’esigenza di costruirsi “in casa” le proprie infrastrutture informatiche, assumendosi anche l’onere di manutenerle: datacenters specializzati offrono la possibilità di affittare tali risorse, mettendo a disposizione clusters di computers (o supercomputers) specificamente dedicati allo scopo, nonché servizi di grid computing basati sulla virtualizzazione.
3Tera AppLogic
Il 3Tera AppLogic si colloca esattamente in quest’ottica.
Si tratta, infatti, di un sistema operativo di griglia (grid OS kernel) che, implementando tecnologie di virtualizzazione avanzata delle risorse “IT” (servers e sistemi operativi), consente di creare datacenters virtuali composti per l’appunto da griglie di computers scalabili (commodity servers) che ne costituiscono le infrastrutture informatiche. E tali infrastrutture sono completamente compatibili con gli esistenti sistemi operativi ed applicazioni, visto che queste ultime possono essere eseguite nei loro “ambienti” senza doverne modificare il codice.
I partners di 3TERA (come GridLayer) utilizzano AppLogic per offrire i loro servizi di Utility Computing.
Tramite AppLogic, quindi, è possibile creare ambienti virtuali di elaborazione nei quali le applicazioni software possono essere eseguite in maniera totalmente scalabile, sia da un singolo server, sia da un’intera griglia di computers, laddove per scalabilità si intende la capacità di ciascuna applicazione di gestire un numero maggiore di utenti attraverso l’aggiunta dinamica (on demand) di risorse sottostanti (servers e risorse computazionali).
All’interno di un ambiente AppLogic, le applicazioni e le risorse diventano di fatto delle entità logiche che possono essere facilmente scalate, assemblate e monitorate dall’interno di un browser, con l’ausilio di un’interfaccia grafica che offre funzionalità drag and drop.
Grid computing per il Web
Sebbene le tecnologie di grid computing vengano prevalentemente utilizzate in ambito scientifico od ingegneristico per soddisfare esigenze di calcolo intensivo, l’AppLogic di 3Tera è indirizzato alle aziende di servizi web, o a quelle che offrono Software-as-a-Service (SaaS). Per adempiere al suo scopo, l’AppLogic supporta infatti applicazioni web transazionali e applicazioni streaming in maniera nativa, anche quelle che richiedono altissimi carichi di I/O. A titolo di esempio, Emergent Game Technologies sta integrando AppLogic nella sua piattaforma di online gaming di nuova generazione, in un settore dove le I/O performances (milioni di utenti che si loggano contemporaneamente) e la scalabilità rappresentano due dei fattori chiave.
Attraverso l’Utility Computing implementato dal 3Tera AppLogic, quindi, le Web companies possono crescere e svilupparsi sulla base di un modello virtuale di IT di tipo pay-as-you-go (si paga soltanto ciò che si consuma), evitando di sostenere onerosi investimenti in infrastutture informatiche.
La fine del Corporate Computing
Gli avanzamenti nel networking, nonché tecnologie come la virtualizzazione e i Web Services, stanno perciò radicalmente trasformando l’Information Technology, avvicinando sempre di più il suo modello di fornitura a quello delle utilities. è in corso una transizione che riguarda il modello di riferimento principale dell’IT, il quale, da client-server frammentato, sta (ri)diventando centralizzato, imitando di fatto i modelli centralizzati propri di utilities quali elettricità, gas o acqua. Avremo quindi generiche risorse “IT” distribuite dalle reti informatiche (Internet è la più grande) ed erogate a mò di servizi da “impianti” centralizzati. La trasformazione dell’IT è inevitable, e i vantaggi economici derivanti da questo modello “utilitario” saranno grandissimi.
Questo è grosso modo ciò che scriveva Nicholas Carr in un articolo di qualche anno fa dal titolo “The end is near(er)“, articolo che faceva riferimento ad un precedente “The End of Corporate Computing“.
Il nuovo libro di Carr che uscirà nel 2008, intitolato “The Big Switch: Our New Digital Destiny“, riprende tutti questi temi, e parla di come l’attuale rivoluzione informatica e l’Utility Computing cambieranno l’economia, la società e la cultura: proprio come l’elettricità lo ha fatto nel secolo scorso.
Categorie: Trends
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[…] un ruolo piuttosto secondario. Avevo affrontato recentemente questo argomento, parlando dapprima di 3Tera e del suo AppLogic, ed in seguito di Amazon e dei suoi servizi EC2 ed S3. E a proposito di 3Tera, avevo anche […]
[…] parlando sia dei servizi offerti da Amazon in quest’area, sia di quelli proposti da 3Tera, sia anche di altri servizi come quelli di Sun o di FlexiScale. Ed in “Trends: il Cloud […]
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