Internet: chi farà collassare la Rete?
Scritto da Enrico Bertini | 27 Settembre 2007
![]()


Cercando di capire chi farà collassare la rete, quache giorno fa leggevo un articolo di Stefano Quintarelli intitolato “Quanto cresce il traffico in Rete?“, un articolo che trattava il tema del possibile, “vicino”, collasso di Internet, un collasso dovuto alla enorme crescita dell’online video.
Nell’articolo, Quintarelli citava le dichiarazioni di John Chambers, Chairman e CEO di Cisco Systems, secondo le quali il traffico Internet potrebbe crescere del 300-500% all’anno nell’arco dei prossimi “n” anni, una crescita determinata soprattutto dal costante innalzamento della domanda di nuovi servizi consumer quali video, musica, teleconferenza, telepresenza, collaborazione online, ecc., anche in ambiente mobile. E ciò potrebbe andare ben al di là delle aspettative di molti.
L’articolo di Quintarelli rimandava inoltre a due differenti studi in materia di telecomunicazioni, uno realizzato dalla stessa Cisco, l’altro, nuovissimo, dal Telecommunications Bureau del MIC, il Ministry of Internal Affairs and Communications giapponese.
The Exabite Era e il broadband giapponese
L’Executive Summary del primo studio, intitolato “The Exabite Era“, dice sostanzialmente che il traffico Internet globale crescerà più o meno del 35% all’anno per i prossimi 5 anni, e che l’Internet non sta collassando sotto il peso del video streaming. Ma dice che anche l’Internet Video genera oggi negli USA un ammontare di traffico pari a quello dell’intero backbone statunitense nell’anno 2000 (e che globalmente nel 2011 tale ammontare sarà 86 volte più grande). Eccone due passaggi salienti:
- “After a brief mid-decade slowdown, IP traffic will nearly double every two years through 2011. Total IP traffic will nearly quintuple in the five-year period from 2006 to 2011. Driven by high-definition video and high-speed broadband penetration, consumer IP traffic will bolster the overall IP growth rate so that it sustains a fairly steady growth rate through 2011, growing at a compound annual growth rate (CAGR) of 37 percent and nearly quintupling the monthly traffic run rate from 2006 to 2011“.
- “The Internet is not collapsing under the weight of streaming video. In the near term, the most formidable challenge that online video poses for the Internet will be flash crowds rather than the overall volume of traffic. In terms of absolute volume, much of the impact of video will be in the form of peer-to-peer (P2P) file exchange. As high-definition video content makes its way onto P2P networks, P2P traffic will grow at about 35 percent per year, decreasing only slightly to 30 percent per year in 2011“.
Quella che segue è la tabella che illustra le previsioni di Cisco sulla crescita del traffico Internet fino al 2011.

Il secondo studio invece, quello del MIC giapponese, ed intitolato “Understanding the Total Volume of Internet Traffic in Japan“, dice che il traffico complessivo degli utenti broadband in Giappone cresce, grosso modo, del 40% all’anno.

Cable ISP e alta voracità di banda
Ho ricollegato tutto questo ad un articolo di Agosto apparso su Ars Technica, il quale citava uno studio di ABI Research secondo il quale i cable ISPs statunitensi si troveranno presto di fronte a seri problemi di carenza di banda, causa l’esplosione della domanda di video on demand (VoD) ad alta definizione, di applicazioni di online gaming, e di altre applicazioni Internet ad alta voracità di banda: l’effetto sarà quello di un letterale strangolamento della banda (e delle sue capacità), fino ad una sua saturazione totale. E tutto questo avverrà se l’industria del settore non raccoglierà al più presto la sfida.
ITU e ITIF
Sulla base di reports prodotti dalla International Telecommunication Union (ITU), gli Stati Uniti sono scivolati al 15° posto della classifica mondiale per quanto concerne la penetrazione di linee di telecomunicazione a banda larga, e, stando a The Exabite Era, “Non-Internet IP video will generate more traffic than Internet video. The twin trends of on-demand viewing and high-definition video are driving very rapid growth in cable video and IPTV traffic transported over IP in the metro. Consumer IP growth will reach 18 exabytes per month by 2011, but only 7 exabytes of that is Internet traffic. The remainder is primarily due to the transport of commercial video-on-demand (VoD) offerings“.
Un report della Information Technology and Innovation Foundation (ITIF), dal titolo “Assessing Broadband in America: OECD and ITIF Broadband Rankings“, conferma quanto dice l’ITU, e cioè che gli Stati Uniti, incredibilmente, continuano a perdere posizioni nella graduatoria OECD tra i Paesi che adottano la banda larga, ed occupano attualmente la 15° posisizone (in testa ci sono Corea, Giappone, Islanda, Finlandia, Olanda, ecc.).
Quella che segue è la classifica completa.

Chiunque voglia comprendere meglio la questione può anche leggere “The Case for a National Broadband Policy“, nonché approfondire il concetto di prosumer. Se poi qualcuno vuole ulteriormente allargare il quadro, può leggersi anche gli articoli del tag broadband di GigaOM (oltre al QuintaBlog, ovviamente).
Net Neutrality
Nel suo articolo, Quintarelli mi sembrava toccasse anche il tema Net Neutrality, nel senso che, è ovvio che la rete Internet sia basata sulla neutralità del trasporto dei pacchetti, in quanto è proprio questo il suo principio fondatore. In altre parole, la neutralità non può essere messa in discussione, video o non video, banda o non banda, essa rappresenta anche un bene pubblico, ad uso e consumo dei “prosumers”. Quindi, interoperabilità totale e peer-to-peer “paritetico” tra gli ISPs all’interno degli Internet Exchange: nessuno deve poter guardare dentro i pacchetti per discriminarli. E qualora venissero a mancare tali presupposti, potremmo assistere (e sicuramente assisteremmo) alla proliferazione di talmente tante sottoreti “chiuse” che, quello sì sarà il vero “collasso” della Rete.
Ofcom
Nel frattempo però, in Gran Bretagna (ancora più dietro degli USA in fatto di broadband), si muove Ofcom, e sprona le aziende di telecomunicazione ad investire miliardi (di sterline) per la costruzione della next-generation Internet. “Today’s access network, at some point in the future, will run out of steam” ha detto ieri Ed Richards, CEO di Ofcom, “Consumers will demand faster and faster access. Very few people agree on exactly when this is going to happen but many people do agree it is only a matter of time” [la notizia è del Guardian].
Conclusioni
Chi farà collassare la Rete, dunque? Nessuno, probabilmente, ma con qualche scongiuro. The Net is Flat, e così dovrebbero essere anche i suoi modelli di business.
Categorie: Internet, Internet TV, Net Neutrality, Online Video
Supporta Stalkk.ed
Questo è un blog di Open Consulting.
Hai trovato interessante questo articolo?
Considera di linkarlo: Internet: chi farà collassare la Rete?.
Considera anche di sottoscrivere il feed RSS di Stalkk.ed, oppure di utilizzare il motore di ricerca Stalkk.ed BNS per le tue ricerche sulla tecnologia.
Articoli Correlati
Commenti
1 Risposta a “Internet: chi farà collassare la Rete?”
Lascia una risposta


[…] o interruzioni nella connessione ad Internet di moltissime applicazioni ormai di uso comune. Un collasso della Rete, in pratica, con conseguenze del tutto immaginabili, creato da […]