Google: per una privacy globale
Scritto da Enrico Bertini | 17 Settembre 2007
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Uno degli obbiettivi di Google in materia di Internet privacy è la creazione di uno standard internazionale che protegga la privacy degli utenti e dei consumatori. E deve trattarsi di uno standard forte, non equivocabile e non aggirabile. Esso dovrebbe tenere conto, sia delle difficoltà delle aziende nel rendersi conformi globalmente alle più disparate normative, sia delle varie nonché differenti esigenze politiche internazionali. Ma dovrebbe anche essere uno standard flessibile, in quanto studiato per regolare una realtà tecnologica in costante mutamento.
Con l’intento di favorire l’apertura di una discussione in proposito, Google sta lanciando in questi giorni un appello internazionale, un invito rivolto ad aziende ed organismi regolatori di tutto il mondo a considerare la creazione di uno standard universale sulla privacy.
L’azienda di Mountain View lo ha fatto con un discorso tenuto da Peter Fleischer, suo Global Privacy Counsel, alla recente conferenza francese dell’Unesco, e lo sta facendo tramite il proprio Google Public Policy Blog, dove un articolo dello stesso Fleischer sottolinea che “The majority of the world’s countries offer virtually no privacy standards to their citizens and businesses. And even if every country in the world did have its own privacy standards, this alone would not be sufficient to protect user privacy, given the web’s global nature. Data may move across six or seven countries, even for very routine Internet transactions. It is not hard to see why privacy standards need to be harmonized and updated to reflect this reality“.
Nell’articolo, Fleischer cita la globalizzazione, ribadisce che tutti i business sono ormai potenzialmente internazionali, ricorda di come sempre più dati ed informazioni attraversino Internet su scala planetaria, e pone l’accento sul fatto che “As data crosses geographic boundaries, the policies controlling it change“. Egli afferma altresì che l’Internet privacy è un tema estremamente sensibile, e che il dibattito che lo riguarda coinvogle ormai chiunque, fino ai “più comuni” cittadini.
Sostanzialmente, nei vari Paesi, ci sono dunque leggi sulla privacy troppo diverse tra loro, addirittura confliggenti in molti casi, e ciò persino all’interno degli Stati Uniti: una roba da far venire il “mal di testa” a chiunque si debba conformare a questo vastissimo e disomogeneo insieme di norme.
Ecco quindi che Google si fa carico di sollecitare la creazione di uno standard globale in materia di Internet privacy, uno standard che soddisfi ed equilibri le esigenze di molti: Stati, regolamentatori, controllori, aziende ed utenti/consumatori.
Ma non deve trattarsi di uno standard capace di dirimere soltanto le questioni concernenti la data retention, una problematica sulla quale esistono varie visioni contrastanti: esso deve essere un qualcosa di decisamente più complesso. Ed in questo senso, l’occhio di riguardo di Google è rivolto all’APEC Framework (Asia-Pacific Economic Cooperation Privacy Framework), un documento le cui linee guida potrebbero costituire la base sulla quale costruire una normativa armonizzata da utilizzarsi su scala mondiale:
“The APEC framework already carefully balances information privacy with business needs and commercial interests, and unlike the OECD guidelines and the European Directive, it was developed in the Internet age” dichiara Peter Fleischer a proposito del documento.
C’è comunque qualcuno che ha ipotizzato l’esistenza di una relazione tra questa nuova iniziativa di Google e le resistenze incontrate dall’azienda nella sua decisione di acquisire DoubleClick (le maggiori resistenze sono scaturite da parte dei sostenitori della privacy), e si è parlato di “pressioni” alle quali l’azienda sarebbe soggetta. Peter Fleischer ha negato una tale relazione, e nell’articolo del Google Public Policy Blog si legge: “Whatever route we choose to pursue in solving the problem of global privacy standards, there is no question that the problem must be solved. It is time that data — the most globalized and transportable commodity in the world today — become treated in a similar way as other subjects of international trade. It is time that privacy policy, like the data its meant to protect, become global“.
Indubbiamente, i piani di Google in materia di Internet privacy sono molto più che ambiziosi, e nonostante Google sia l’azienda che è, non gli sarà affatto facile promuovere una “privacy globale”.
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