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RSS: 15 validi motivi per adottare il Google Reader

Scritto da Enrico Bertini | 14 Settembre 2007commentawikio


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Per chiunque debba quotidianamente reperire, leggere, recensire, smistare o sindacare notizie provenienti dal Web, l’RSS rappresenta la tecnologia con la quale, più di ogni altra, è necessario avere a che fare. Mi sono occupato spesso di tale tecnologia in questo weblog, ed in proposito ho scritto numerosi articoli riguardanti gli strumenti di manipolazione degli RSS feeds. Di questi strumenti ne ho personalmente utilizzati nonché sperimentati parecchi, dagli RSS readers (desktop o web-based) agli RSS Mixers, dai filtri ai parsers, fino ai più disparati strumenti di RSS mashup. E, come ho già scritto in precedenza da qualche parte, questi sono gli strumenti di cui si serve l’economia dell’attenzione.

L’economia dell’attenzione è quel tipo di economia nella quale l’attenzione umana gioca un ruolo fondamentale, in quanto essa rappresenta una delle principali risorse che sono in grado di produrre valore: questo valore, in realtà, è un insieme di valori di diversa natura (individuali, sociali, di brand, di comunicazione, informativi, simbolici, psicologici, ecc.) che concorrono alla generazione ultima di valore economico.

Tutti questi valori sono legati assieme in una sorta di lunga catena, in cui ogni singolo anello corrisponde, o ai valori di chi l’attenzione la desta (”generatori”), o a quelli di chi la veicola (”intermediari”), o a coloro che ne sono i “destinatari”. Si tratta però ormai di una catena semichiusa, vista la crescente importanza che questi “destinatari” dell’attenzione stanno progressivamente acquisendo grazie al blogging, al social networking, ad Internet, nonché alle diverse possibilità di feedbacking che la Rete è in grado offrire.

Moltissimi “destinatari” dell’attenzione si stanno perciò trasformando (o lo hanno già fatto) in “generatori” di attenzione, dato che anch’essi sono portatori di messaggi, notizie od informazioni di un qualche rilievo, e l’attenzione da loro generata si riverbera sia sui suoi “intermediari” (media), sia su quelli che costituiscono i suoi mittenti originari. E potremmo anche definire quest’ultimo tipo di attenzione come un’”attenzione di ritorno”, sebbene essa vada al di là di tale etichettatura.

Tutta questa “attenzione” rappresenta la linfa vitale del Web 2.0, e gli RSS feeds sono i canali lungo i quali scorre.

E se da un lato questa enorme massa di “generatori di attenzione” contribuisce a produrre il cosiddetto information overflow (quel sovraccarico informativo che rende difficile isolare le informazioni utili e che è causa di molti stress), dall’altro essa è portatrice di quella variegata vastità di conoscenze, opinioni e punti di vista collettivi dei quali dobbiamo tenere conto, se vogliamo davvero approfondire argomenti o “conoscere” fatti, circostanze e avvenimenti a proposito di “un qualcosa”. Se vogliamo “avere il quadro”, insomma, e “a tutto tondo”.
Ecco quindi che dobbiamo essere capaci di estrapolare parti corpose di conoscenza collettiva, evitando, nel contempo, di essere sommersi dal mare magnum di informazioni. E dobbiamo pure farlo in tempo reale, se abbiamo la necessità di trattare con informazioni aggiornate e tempestive.

Ed è a questo punto che entra in gioco la tecnologia, e nel caso specifico quella degli RSS readers/aggregators.

Al fine di tutelare il valore della mia attenzione, un lettore/aggregatore di RSS feeds deve possedere i seguenti requisiti:

  1. deve essere web-based, permettendo di fare ogni cosa in maniera ubiqua da dentro “un browser”, laddove è possibile drag & droppare “roba” tra finestre splittate;
  2. deve permettere di sottoscrivere feeds “on the fly” ed in categorie separate;
  3. deve consentire di gestire, in maniera categorizzata o raggruppata, un ininterrotto flusso di notizie provienti da centinaia di diversi RSS feeds, strutturando cronologicamente il loro output in maniera coincisa nonché evidenziando chiaramente le fonti;
  4. deve fornire varie views di lettura, siano esse a mò di lista o espanse;
  5. deve evidenziare molto chiaramente ciò che si sta leggendo, ciò che si è letto, e ciò che resta da leggere, e deve farlo utilizzando diversi stimoli ed indicatori visivi;
  6. deve dare la possibilità di espandere e di contrarre qualsiasi notizia si stia leggendo senza modificare il layout originario;
  7. deve consentire di selezionare al volo, ed in vari modi, le notizie interessanti, inserendole stabilmente in uno o più “contenitori” separati;
  8. deve permettere di condividere le notizie, di inviarle via email, di taggarle, il tutto nell’arco di secondi;
  9. deve consentire di scorrere le notizie avanti e indietro in diverse maniere e sulla base di diverse opzioni;
  10. deve suddividere le notizie in vecchie, nuove, meno nuove, nuovissime, in maniera semiautomatica, ma permettere di pilotare gli aggiornamenti attraverso dei refreshes manuali;
  11. deve fornire un motore di ricerca interno per le notizie che agisca anche sulle categorie;
  12. deve fornire dei trends sull’uso delle varie fonti di informazione;
  13. deve mettere a disposizione svariati RSS feeds di uscita per le esigenze di sindacazione;
  14. deve integrarsi perfettamente con un servizio di home page personalizzata (in questo caso iGoogle);
  15. deve offrire la possibilità di estenderne le funzionalità sulla base di add-ons e/o scripts di vario tipo.

Non ci crederete, ma il Google Reader soddisfa pienamente tutti e 15 i requisiti qui sopra elencati, e fa anche di più. E sebbene abbia meditato un pochino prima di adottarlo quale mio principale RSS reader/aggregator nonché “centro di smistamento” delle notizie (l’abitudine e la resistenza al cambiamento mi avevano frenato), alla fine devo constatare che si tratta di una tecnologia che, ad oggi, è qualche spanna sopra le altre.

Neanch’io potevo credere di “avere pienamente sotto controllo” diverse centinaia di fonti informative diverse in appena due tabs del browser e di poter contemporaneamente alimentare lo Stalkk.ed Digest.

A mio avviso, ed ancora una volta, Google ha fatto centro.


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Commenti

2 Risposte a “RSS: 15 validi motivi per adottare il Google Reader”

  1. RSS: mainstream oppure ancora no? | Stalkk.ed il 20 Febbraio 2008 21:20

    […] mappe, databases, ecc.) e rimescolate a nostro piacimento. E come ho già detto in "RSS: 15 validi motivi per adottare il Google Reader", per chiunque debba quotidianamente reperire, leggere, recensire, smistare o sindacare […]

  2. Google Reader: aggregazione, content filtering, social media | Stalkk.ed il 2 Aprile 2008 21:01

    […] ritengo essere il miglior lettore/aggregatore di feeds RSS esistente al momento. In un articolo scritto diversi mesi fa, illustravo 15 validi motivi per adottarlo come strumento principale per gestire al meglio i propri […]

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