Motori di ricerca: il Giappone lancia un megaprogetto nel “search”
Scritto da Enrico Bertini | 11 Settembre 2007
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Qualche giorno fa leggevo un articolo del Financial Times a proposito di un progetto giapponese nel settore della ricerca Internet, un progetto promosso e finanziato dal governo giapponese in partnership con varie aziende nipponiche, le quali metteranno a disposizione del progetto le proprie task forces. Alcune delle aziende coinvolte nel progetto sono NTT Data, Toyota InfoTechnology Center, Toyota Mapmaster, NEC, Hitachi, e Sony Computer Science Laboratories. Uno degli obbiettivi del progetto è quello di creare un nuovo motore di ricerca giapponese con l’intento di contrastare l’egemonia di Google nel "search", nonché di competere con l’azienda di Mountain View e con i principali motori di ricerca US-based. Nei piani del governo giapponese ci sarebbe la volontà di rafforzare un’industria nipponica fin troppo incentrata sull’hardware, "shiftandola", per così dire, verso il software e verso i servizi Internet. E per raggiungere tale scopo il METI (Ministry of Economy, Trade and Industry) ha appena stanziato circa 90 milioni di Euro per il nuovo progetto. Affermare che i motori di ricerca sono la tecnologia centrale di Internet sembra ormai oltremodo scontato, così come è scontato il fatto che alcuni governi non-USA possano essere un tantino preoccupati dallo "strapotere" di Google nell’accumulare e "dirigere" le informazioni sulla Rete: ma questa è Internet, d’altronde, e nessuno può negare che quelli di Google sono bravi. E comunque, sia Google che gli altri big non sono assolutamente gli unici ad effettuare il crawling del Web: una serie di nuovi, emergenti, motori di ricerca, sono attualmente impegnati in questa attività, sebbene il loro numero possa essere più basso di quello che qualcuno immaginava. Di fatto, la competizione nel mercato del "search" sta crescendo, ed è destinata a crescere anche in futuro: io stesso ho qui recensito decine di motori di ricerca che hanno fatto la loro comparsa soltanto in quest’ultimo anno (ma altri esordiranno a breve, ne sono sicuro). Ciononostante, lo scenario attuale vede ancora una volta il consolidamento da parte dei big, e Google risulta più che mai in pole position. Per rendersene conto, basta dare un’occhiata ai dati di Hitwise presentati da Bill Tancer al più recente SES: Google è grande e diventerà più grande; la quota di mercato di Google continua a crescere ad un tasso 24,3% annuo; i tre principali motori di ricerca (Google, Yahoo! e Live) si accaparranno l’80% di tutte le ricerche Internet (e tale percentuale sale al 98% se si aggiunge pure Ask); i siti di ricerca monitorati da Hitwise sono oltre 1600 nei soli Stati Uniti. - Per ulteriori informazioni leggere "The Search Landscape", un articolo di Search Engine Roundtable che riporta l’intera sessione del recente SES nella quale sono intervenute anche Nielsen//NetRatings, Compete e comScore, la quale lì ha presentato il qSearch 2.0. Di sicuro i contributi governativi possono dare un’enorme spinta all’innovazione tecnologica, ma poi è il "privato" che deve farsi carico di creare aziende all’avanguardia capaci di competere in settori chiave dell’IT come lo è il "search", aziende laddove imprenditori, finanziatori, management e "stakeholders", condividono tutti una stessa missione e visione di lungo termine, e laddove essi non hanno il timore di integrare skills tra i più disparati tra loro (anche e sopratutto quelli portatori della cosiddetta "disruption"). L’Europa non conta nel "search" perchè sono quelli sopra citati gli ingredienti che mancano. Un progetto europeo esiste, comunque, ed è il progetto Theseus. Adesso vedremo anche che cosa saprà fare il Giappone.
Categorie: Motori di Ricerca, Search Engines
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