Blogologia Sindromica: pseudointervista sul blogging
Scritto da Enrico Bertini | 11 Luglio 2007
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- è morto il blogging? Non lo sapevo!
- Quindi è vivo? Direi proprio di sì.
- è più vivo che mai? Beh, diciamo che ci scommetterei sopra.
- Ma è vero che il blogging sta perdendo terreno nei confronti di social networks come MySpace o Facebook? Sì, può essere, ma se è così si tratta solamente di un fenomeno temporaneo.
- E come fai a dirlo? Beh, perchè i trends dimostrano che sempre più persone vogliono gestire in proprio gli spazi Internet attraverso i quali esprimono le loro idee, approfondiscono i loro concetti, e trattano degli argomenti di cui vogliono trattare.
- Quindi le attività di blogging e di social networking non sono in conflitto? No, a me non sembra affatto.
- Allora, se non sono in conflitto, si può dire che sono in qualche modo complementari? Sì, certamente, è ovvio che lo siano. è come nella vita. Il blog è casa tua, un domicilio Internet che possiedi e che custodisci come ti pare, che utilizzi come meglio credi, e nel quale porti tutto quello che vuoi. E siccome è pubblico, tutti sono “invitati” ad entrare. Il blog è una parte di te. Può essere il tuo diario personale, la parte di uno “strano” libro che stai scrivendo, uno strumento di riflessione e di comunicazione, oppure un mezzo professionale e di lavoro. Non importa. Ma è naturale che il tuo blog sia “tuo”. Il social network no. Il social network è un posto nel quale incontri persone con le quali interagisci e con cui stabilisci relazioni per i motivi più disparati: discuti a proposito di argomenti, condividi interessi comuni, conduci attività ludiche di gruppo, collabori, scambi informazioni, ecc. è come un normale circolo sociale a tema più o meno ampio nel quale le persone si incontrano per un qualche motivo: ma dopo essere state al circolo sociale le persone poi tornano a casa loro. O no?
- Sì, sì, ma l’Internet social networking è virtuale, è possibile su scala planetaria, e poi le tecnologie … ? Come sopra, non aggiunge nulla, se non il fatto di avere la possibilità di entrare in contatto con “mezzo mondo”.
- Quindi non c’è alcuna sovrapposizione tra blogs e social networks? No, non c’é. Non può esserci. E questo è un concetto che è indipendente da qualsiasi avanzamento tecnologico disponibile.
- E riguardo ai blogs professionali o aziendali? Stessa roba, anzi …
- Perciò il blogging continuerà? Non solo continuerà, ma è inevitabilmente destinato ad espandersi. Dico questo perché di fatto, una piattaforma di blogging, non rappresenta più soltanto un innovativo strumento di espressione individuale o di gruppo, ma, con tutte le funzionalità collaterali e multimediali che è ormai in grado di implementare (sto pensando a WordPress e ai suoi plugins), costituisce la naturale evoluzione della stragrande maggioranza dei siti web presenti su Internet - “sia beninteso che sto parlando di evoluzione strutturale, non funzionale”. In altre parole, nei prossimi n anni, una enorme percentuale delle persone e delle organizzazioni che dovranno creare siti Internet lo faranno utilizzando piattaforme di blogging quali tecnologie di publishing, sistemi di content management e web application frameworks: questo innalzerà drasticamente la percentuale di ciò su Internet sarà blogging-oriented. E poi c’è il discorso dei blogs come strumenti di social publishing che è appena agli inizi, e che è tutto da scoprire dove porterà.
- In che senso? Beh, nel senso che i modelli economici che … no, lasciamo perdere, questo è un altro discorso.
- E tutti quelli che il blog non c’è l’hanno? Stiamo parlando di quelli che ce l’hanno, e che sono sempre di più.
- E il microblogging invece, dove si colloca in questo scenario? Gli strumenti come Twitter, Jaiku, Pownce, Hictu? Questi sono strumenti collaterali all’attività di blogging, in grado di potenziarla, arricchirla e completarla, e comunque sono strumenti di comunicazione, non di publishing vero e proprio.
- E i commenti, servono i commenti all’interno di un blog? Cioè, un blog sarebbe un blog anche senza i commenti? Certamente, un blog è un blog anche senza i commenti, ci mancherebbe altro, lì dentro c’è “la farina del sacco” del suo/i autore/i. Ma è indubbio che i commenti contribuiscono ad arricchire un blog e lo fanno diventare un media un pò più sociale. Poi ci sono i trackbacks, che sono altrettanto importanti.
- Quindi, in conclusione? In conclusione a questa pseudointervista, e dato che il blogging non è morto, continuerò a scrivere articoli sul blogging.
Categorie: Blogging, Blogologia Sindromica
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