Web 2.0: la totale convergenza tra l’Internet fissa e quella mobile
Scritto da Enrico Bertini | 21 Giugno 2007
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L’ultimo report prodotto da Berg Insight (società svedese di analisi specializzata nelle telecomunicazioni) dal titolo “Mobile Internet 2.0“, afferma che l’ascesa del Web 2.0 sta favorendo la fusione tra l’Internet fissa e quella mobile, facendole di fatto diventare un’unica entità. Di conseguenza, l’intero settore delle telecomunicazioni mobili (che include l’Internet wireless) non costituisce un business separato da quello del mondo online che passa attraverso i cavi, e non deve quindi essere trattato come tale: l’Internet browsing, la posta elettronica e l’instant messaging mediati dai dispositivi mobili dovrebbero perciò entrare nel computo complessivo dei businesses collegati ad Internet [via Tekrati].
Data questa totale integrazione ed interdipendenza di tutti mezzi di tele/comunicazione, che si sta realizzando grazie ai protocolli IP, ad Internet, ed ora al Web 2.0, e data la crescente potenza di computing che i dispositivi mobili stanno via via acquisendo (unitamente all’incremento della larghezza di banda wireless disponibile), ciò che si prospetta per le telecomunicazioni mobili è l’avvento di un mercato enorme, decine di volte più ampio di quello attuale. E si tratta di un mercato che, probabilmente, seguirà le stesse dinamiche di crescita dell’Internet terrestre.
Quindi, anche se Sumit Agarwal, product manager della divisione mobile di Google, dice che per ora ci troviamo verosimilmente nell’era del Mobile Web 0.5, le stime sul futuro valore globale del mercato mobile trainato dal Web 2.0 sono impressionanti.
Secondo l’UMTS Forum ci saranno, nel mondo, 1 miliardo di utenti 3G nel 2012 che utilizzeranno i protocolli HSPA (High Speed Packet Access) per soddisfare esigenze di ogni tipo e genere: navigare su Internet, comunicare (attraverso IM, e-mail, chat, VoIP, ecc.), partecipare ai social networks, collaborare online, condividere files e documenti, ascoltare musica, vedere programmi di Internet TV, fare acquisti, gestire i propri conti bancari, e compiere svariate altre attività. Tutti questi utenti genereranno, nel 2012, revenues complessive per l’intero settore mobile pari a 120 miliardi di Euro annuali.
Solo a titolo di esempio, altrimenti gli studi da citare sarebbero troppi, ABI Research stima che, nel 2011, 174 milioni di utenti mobile utilizzeranno i social networks (come MySpace o FaceBook), mentre secondo On World, nello stesso anno ci saranno 100 milioni di utenti di mobile VoIP.
Sempre nel 2011, una ricerca condotta da eMarketer afferma che gli utenti globali di mobile video dovrebbero superare i 750 milioni, e che le loro attività dovrebbero generare revenues per 13 miliardi di dollari. Precedentemente avevo citato uno studio di Datamonitor che attesta intorno ai 155 milioni gli utenti di mobile TV nel 2012.
Sulla base dei dati forniti da Informa Telecoms & Media e dal Mobile Entertainment Forum, le mobile communities e i contenuti generati dagli utenti dovrebbero valere all’incirca 13 miliardi di dollari nel 2011.
Per quanto riguarda invece l’advertising su mobile, un recente report di Strategy Analytics dal titolo “Global Mobile Advertising Update: Outlook Bright as Inventory Expands” , afferma che si tratterà di un mercato del valore complessivo di 14,4 miliardi di dollari nel 2011, pari ad 1/5 dell’intera spesa pubblicitaria su Internet.
Stante il suddetto scenario, ecco che gli investimenti nel settore mobile si moltiplicano costantemente. E non si tratta di investimenti effettuati soltanto da operatori mobili di telecomunicazioni o da Internet companies come Google, Microsoft o Yahoo!. Anche i big dei media e delle comunicazioni stanno iniziando ad investire in quest’area.
Prendiamo ad esempio Bertelsmann, il gigante tedesco dei media, che attraverso Bertelsmann Digital Media Investments (BDMI) ha da poco investito in Blue Lion Mobile, l’azienda che in Germania ha lanciato Qeep, un servizio di social mobile messaging, di photo-blogging e di multi-player gaming [via Businessportal24].
Oppure prendiamo Gannett, la società editoriale proprietaria di USA Today, che ha finanziato 4INFO, un’azienda fornitrice di servizi di ricerca mobile, la quale, secondo quanto riporta VentureBeat, servirà 50 milioni di annunci pubblicitari nel prossimo trimestre di quest’anno.
Nella sola Cina invece, un report di Juniper Research prevede, per il 2012, l’esistenza di un mercato di servizi mobile a valore aggiunto pari a 21 miliardi di dollari: si tratta di quella Cina dove è in corso un vero e proprio boom 2.0, e nella quale Google si appresta a lanciare i propri servizi WAP gratuiti di ricerca mobile.
Per finire parliamo di Yahoo!, la quale si è mossa strategicamente espandendo il suo servizio di ricerca mobile, lo Yahoo! oneSearch, in moltissimi paesi del mondo, sia in Asia che in Europa, e che sta puntando al raggiungimento di centinaia di milioni di utenti mobili [via WebProNews].
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