Sta Google ponendo fine all’arbitraggio sull’AdSense?

Scritto da Enrico Bertini | 21 Maggio 2007

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L’arbitraggio è un’operazione economico-finanziaria tendente a realizzare un profitto attraverso la compravendita di beni e/o servizi su differenti spazi di mercato: l’obbiettivo di una tale operazione è quello di lucrare sulle differenze di prezzo ottenibili. L’arbitraggio sull’AdSense consiste nel comprare keywords dal programma AdWords di Google ad un determinato prezzo (CPC) allo scopo di indirizzare traffico su siti Internet contenenti annunci AdSense che hanno un prezzo più alto (PPC): questo tipo di siti web sono quelli che in gergo vengono denominati MFA (Made For AdSense – fatti appositamente per l’AdSense), e contengono perlopiù raccolte di links sponsorizzati. Attraverso i siti web MFA gli arbitraggisti tentano di realizzare guadagni derivanti dalla differenza tra i CPC pagati per promuoverli e i PPC introitati dal loro interno.

Sebbene l’arbitraggio sull’AdSense non costituisca una attività illegale, Google sembra voler porre fine a tale tipo di pratica come possibilità di business. Secondo quanto riportato da Andy Beal su Marketing Pilgrim, Google ha inviato una email a parecchi publishers con la quale li notifica sulla chiusura dei loro accounts AdSense, causa l’inidoneità del loro modello di business: le ragioni di questa decisione sarebbero di carattere qualitativo e riguarderebbero il miglioramento del circuito pubblicitario.

All’interno di un forum su WebmasterWorld è in atto una discussione su questo argomento.

Categorie: AdSense, Google

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