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Trends: l’RSS e l’economia dell’attenzione

Scritto da Enrico Bertini | 12 Maggio 2007commentawikio


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In un articolo intitolato “Abundance” apparso qualche tempo fa sul suo blog A VC, Fred Wilson, un venture capitalist newyorkese, affrontava concetti riguardanti l’abbondanza e la scarsità di risorse nel mondo fisico/analogico ed in quello digitale. Nell’articolo egli sottolineava le sostanziali differenze esistenti tra i due mondi in merito alle dinamiche di creazione del valore: “In the physical world scarcity is what leads to value. In the digital world abundance is what leads to value“.

Più implicitamente l’articolo parlava di modelli economici pre e post-industriali, di economia digitale, e del fatto che la digitalizzazione non produce assolutamente effetti deflazionari sul valore. Al contrario, nella cyber-economy, la creazione del valore è determinata proprio dalla possibilità di replicare e diffondere velocemente, con costi prossimi allo zero, qualsiasi contenuto digitale: La cyber-economy è quindi una economia basata sull’abbondanza, non sulla scarsità.

Non si può che concordare pienamente con quanto affermato da Fred Wilson nel suo articolo: credo che ormai tali convinzioni siano condivise dalla stragrande maggioranza delle persone. Tuttavia, un elemento di scarsità permane anche nella cyber-economy: si tratta dell’attenzione umana.

L’attenzione degli individui è un processo cognitivo di natura selettiva. Essa rappresenta di fatto un filtro sulla realtà che ci consente di selezionare a quali stimoli/informazioni provenienti dall’ambiente intendiamo rispondere. Essa è il meccanismo d’innesco del nostro muoverci nel mondo. Essa è una delle nostre risorse più preziose: non si può né disperderla né farne un cattivo uso. Essa è anche un risorsa scarsa dal punto di vista individuale, dato che comporta un dispendio di tempo e di energie: qualche settimana parlavo proprio di questo nel post intitolato “Social News: il ciclo di vita di una notizia pubblicata su Digg“.

Nel mondo digitale, in una economia basata sull’abbondanza di contenuti, la scarsità dell’attenzione umana diventa quindi il fattore critico per la creazione del valore: questo è il fattore che determina l’orientamento delle masse di utenza verso la fruizione di determinate informazioni o l’utilizzo di determinati servizi. Si realizzà così quel salto di paradigma che vede l’utente quale primo anello della catena del valore, sostituendo di fatto il prodotto e/o l’azienda. Ne consegue che la cyber-economy è a tutti gli effetti una economia dell’attenzione.

Ed è qui che entrano in gioco tutte quelle tecnologie che gravitano nell’orbita dell’RSS e che consentono di gestire, diffondere, ricercare, selezionare, filtrare ed aggregrare le informazioni digitali: le tecnologie di newsmastering, per intenderci. Tutte queste tecnologie hanno uno specifico obbiettivo: coadiuvare la scarsità di attenzione propria degli individui.


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Commenti

3 Risposte a “Trends: l’RSS e l’economia dell’attenzione”

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